Troppi capricci? Ecco un manuale di sopravvivenza

L'incubo di ogni genitore: i capricci nei luoghi pubblici. Solo chi ci è passato può capire la difficoltà di mamma e papà nel gestire urli e pianti in mezzo alla gente! Ecco i consigli della psicologa!

Per essere veloci e per sfinimento molte mamme e papà finiscono per darla vinta al bambino, instaurando un circolo vizioso di infiniti futuri capricci.

Il motivo scatenante il capriccio è spesso futile, non fondamentale, anche se lo può sembrare: un cibo negato ad un'ora non adatta, un acquisto non necessario, un giocattolo altrui, un abito.

I capricci  spesso nascono quando il bambino è già molto stanco o frustrato e sono uno dei modi con cui sperimenta i limiti di comportamento che può adottare. I nostri figli cercano di stabilire i confini del loro potere mettendoci alla prova proprio nei contesti in cui siamo più vulnerabili, quindi soprattutto in pubblico (o la sera) e quando siamo di fretta, distratti da mille cose da fare entro la giornata. A volte il capriccio è il modo che il bimbo ha trovato per essere al centro delle nostre attenzioni, ma questa modalità certo non è per noi piacevole.

Cosa fare se il bambino ha da 0 a 3 anni

  • Distinguiamo tra capriccio e bisogno. Da 0 a una anno e mezzo non ci sono capricci: ha fame, sete, è stanco o ha un disagio e il pianto e le urla sono l'unico modo in cui comunicarlo. Dopo l'anno e mezzo distinguiamo tra capriccio e bisogno: pianti e urla causati da fame, sonno, paura, freddo o caldo non sono mai capricci, ma bisogni di cui occuparsi. Se la fame riguarda però solo certi dolci è ovvio che non è fame reale, ma un capriccio
    .

  • Agire con pazienza e fermezza dicendo “NO” o ricordando la regola. La tattica migliore consiste nell'ignorare le scenate, gli urli e dire al bambino che lo si ascolterà quando avrà finito di fare i capricci. Se non è possibile ignorarlo cercate di contenerlo portandolo in un luogo più tranquillo dove aspettare che "sbollisca" la rabbia. In breve tempo si distrarrà e dimenticherà dell'episodio.

  • Quando si sarà calmato e rassegnato al no, potrete coccolare e consolare il bambino (poiché non avete ceduto e lui si sta comportando meglio).

  • Con i bambini così piccoli non è il caso di spiegare il perché del no o le motivazioni delle varie regole: si deve essenzialmente far leva sulla propria autorità, anche per comunicare al bambino che noi sappiamo cosa fare, anche se lui è confuso e fuori controllo.

  • La relazione non deve essere mai paritaria poiché nei primi anni di vita i bimbi hanno bisogno di una forte guida, che li faccia sentire al sicuro, protetti.

  • Il genitore non dovrebbe mai diventare a sua volta aggressivo alzando la voce (o peggio le mani): sarebbe diseducativo in quanto trasmetterebbe a nostro figlio la nostra mancanza di autocontrollo sulla situazione.

  • Non è necessario, con bambini così piccoli, dare anche punizioni o tenere il muso: i capricci rappresentano una fase normale, più importanza gli diamo, più saranno forti gli urli e le pretese.

  • Cedere al capriccio, anche solo una volta porterà alla ripetizione di questo comportamento, perché dimostrerà che la tattica funziona.

A cura della Dott.ssa Mascia Bertoni, Psicologa e Psicoterapeuta
www.psicobenessere.it  

Tags: bambini , capricci, psicologia, manuale per gestire i capricci, mascia bertoni

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