Sempre in braccio! Come fare?

Sempre in braccio! Come fare?

Come dobbiamo rispondere alle richieste del neonato? L’ostetrica Cristina Clerici ci aiuta a capire meglio le esigenze del neonato, senza dimenticare il benessere delle mamme!

Spessissimo mi sento chiedere dalle mamme e dai papà, nelle prime settimane dopo la nascita dei loro piccoli, come devono gestire le richieste del bimbo:

  • “Se lo tengo in braccio dorme, ma appena lo metto giù inizia ad agitarsi e si sveglia!”
  • “La culla non gli piace proprio!”
  • “Mi ha presa per un ciuccio, a volte penso che abbia fame poi sta al seno pochi minuti e si addormenta”
  • Cosa devo fare?

Facciamo un passo indietro e torniamo alla gravidanza.

Da che mondo arriva il bambino?

Da un luogo caldo e morbido, sempre in leggero movimento e con dei confortanti rumori costanti, sempre avvolto da un tenero abbraccio e senza mai sensazioni di fame, sete e scomodità.

Adesso che è qui, tutto è diverso: a volte sente troppo caldo, a volte troppo freddo, il pannolino è scomodo, la tutina è ruvida per la sua pelle delicatissima, sente la fame, la sete e lo spazio intorno a lui è troppo grande e a volte anche troppo silenzioso.

Quindi è normale che stia bene in braccio, quando si sente di nuovo avvolto e contenuto, ritrova i rumori conosciuti del corpo della mamma, il calore della pelle. Per lui è una necessità tanto grande quanto quella di essere nutrito e pulito, anzi forse di più.

Non sarà così per sempre, tranquilli: nel giro di pochi mesi scoprirà anche il mondo che lo circonda, partendo dalle sue manine, e ne sarà sempre più incuriosito e attratto. Vorrà allungarsi a prendere gli oggetti, poi strisciare e gattonare nello spazio intorno a voi e allontanarsi gradualmente.

Certo tornerà a cercare il contatto quando sarà stanco, malato o spaventato, ma il richiamo dell’indipendenza tornerà prestissimo a farsi sentire.

Ma ora no, è completamente dipendente da voi, per ogni cosa, per cambiare posizione, per sentirsi bene, per imparare che il mondo è un bel posto in cui vivere, dove le persone che ti vogliono bene si prendono cura di te e rispondono al tuo richiamo.

Se non lo facciamo ora, se spingiamo il neonato verso un’indipendenza che psichicamente e biologicamente non può avere (lo lasciamo piangere, lo mettiamo a dormire da solo nella cameretta, gli imponiamo orari rigidi per mangiare…), in lui si creerà diffidenza nel mondo e il cammino verso l’indipendenza sarà più difficoltoso.

Bene, ma come sopravviviamo queste settimane col neonato? Le braccia dopo un po’ fanno male e il sonno arretrato ci distrugge!

1 – SUPPORTI PER PORTARE

Una fascia o un marsupio adatto al neonato possono semplificare le cose: permettono ai genitori di avere le mani libere per fare le cose indispensabili e al bambino di riposare in una posizione sicura e adatta al suo sviluppo. Chiedete a un’ostetrica con esperienza nel campo o a una consulente del portare il supporto migliore per voi e fatevi mostrare come usarlo.

2 – CREARE CONTENIMENTO

La culla e la carrozzina possono sembrare degli spazi sconfinati a un neonato, ne possiamo ridurre l’ampiezza con un grosso asciugamano arrotolato o con un cuscino da allattamento, in modo che il bimbo lì dentro trovi dei confini che lo avvolgono. Utile anche avvolgerli con una copertina di materiale naturale (lana o cotone), un po’ come se fossero degli involtini, prima di metterli nella culla, quando sono nel sonno profondo (respira lentamente, non si muove).

3 – MOMENTI DI CONTATTO

Create dei momenti in cui nutrite il vostro bambino di coccole, carezze e bacini, in cui con le vostre mani sulla pelle nuda ricreate la sensazione di calore e avvolgimento che sentiva nell’utero. Un corso di massaggio infantile tenuto da un’insegnante AIMI può darvi tutti gli strumenti per rendere questo momento bello e speciale. Anche il bagnetto, fatto al momento giusto e creando un buon ambiente (se siete un po’ in difficoltà un’ostetrica può consigliarvi a domicilio), diventa una pausa piacevole dalla routine della giornata per tutta la famiglia.

4 – ELASTICITÁ

Anche la suzione è un bisogno con cui i bambini nascono e che hanno per anni. Legato prima di tutto alla sopravvivenza, all’alimentazione, è anche un meccanismo che permette loro di rilassarsi, di calmarsi e di rilassare anche l’intestino. Quindi, anche se ha mangiato da poco, a volte un neonato cerca ancora il seno per bere, rilassarsi o permettere all’intestino di svuotarsi, anche dall’aria. Non usa il seno come ciuccio (in effetti è il contrario!) ma anche in questo caso, si tratta di un bisogno. Se utilizzate il biberon, fate diverse pause durante la poppata, usate la tettarella con il foro più piccolo in commercio, tenete il vostro bimbo rivolto verso voi: dategli il tempo di soddisfare le sue necessità di contatto e suzione, oltre che la fame.

Le prime settimane con un neonato in casa sono faticose, ma con compassione, comprensione e tanto aiuto pratico da parte di parenti e amici, riuscirete ad accompagnare il vostro piccolo nella crescita con gioia e soddisfazione.

A cura di Cristina Clerici
Ostetrica presso Il Girotondo degli Angeli di Busto Arsizio (VA)
Per ulteriori informazioni sulle attività per la gravidanza e sull'assistenza ostetrica a domicilio scrivete a

Tags: ostetrica, Cristina Clerici, sonno del neonato, aiuto neo mamma

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